Band ricamata mis. 110 x 40 mm. Cod.20130516_R_Europa-Esperanto

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Questo ricamo necessita più di 10000 punti per la sua realizzazione dato che viene completamente ricamato con filato



Le misure finite sono di mm. 40,00 di altezza per mm. 110,00 di larghezza.



Ricamato con filo in polyestere usando i seguenti filati




Ago 1 Blue  Madeira Polyneon


Ago 2 bianco   Madeira Polyneon


Ago 3 verde   Madeira Polyneon


Ago 4 Gold   Madeira Gold


 



 


Alla fine di questa pagina prodotto troverai un menu se lo desideri con supporto in velcro ricucito posteriormente al costo aggiuntivo di 1,00 euro, oppure con una termocolla che ne Vedi le caratteristiche



Nella parte del sito che state osservando, stiamo creando e raccogliendo una collezione di tutte le bandiere dell'unione europea, le ricamiamo e vengono tutte in misura uguale a questa che state visualizzando di cm 11 x cm. 4



Non esiste un vincolo di acquisto di una sola patch ricamata per questo prodotto, ma se ne desideri una quantita' maggiore il prezzo scende in proporzione con singolo ordine.



Se desideri acquistare il programma per la tua macchina da ricamo,qualsiasi essa sia osserva il nostro nuovo sito nella categoria BANDIERE ed acquistando il programma che ti permette di ricamare in autonomia quanti ne desideri.



Riferimento da Wikipedia



L'esperanto è una lingua pianificata sviluppata tra il 1872 e il 1887 dall'oftalmologo polacco di origini ebraiche Ludwik Lejzer Zamenhof, ed è di gran lunga la più conosciuta e utilizzata tra le lingue ausiliarie internazionali (LAI)[4]. Presentata nel Primo Libro (Unua Libro - Varsavia, 1887) come Lingvo Internacia ("lingua internazionale"), prese in seguito il nome esperanto ("colui che spera", "sperante") dallo pseudonimo di Doktoro Esperanto, utilizzato dal suo creatore. Scopo di questa lingua è quello di far dialogare i diversi popoli cercando di creare tra di essi comprensione e pace con una seconda lingua semplice ma espressiva, appartenente all'umanità e non a un popolo. Un effetto di ciò sarebbe in teoria quello di proteggere gli idiomi "minori", altrimenti condannati all'estinzione dalla forza delle lingue delle nazioni più forti. Per questo motivo, l'esperanto è stato ed è spesso protagonista di dibattiti riguardanti la cosiddetta democrazia linguistica.



Le regole della grammatica dell'esperanto sono state scelte da quelle di varie lingue studiate da Zamenhof, affinché fossero semplici da imparare ma nel contempo potessero dare a questa lingua la stessa espressività di una lingua etnica; esse non prevedono eccezioni. Anche i vocaboli derivano da idiomi preesistenti, alcuni (specie quelli introdotti di recente) da lingue non indoeuropee come il giapponese, ma in gran parte da latino, lingue romanze (in particolare italiano e francese), lingue germaniche (tedesco e inglese) e lingue slave (russo e polacco).



Vari studi hanno dimostrato che si tratta di una lingua semplice da imparare anche da autodidatti e in età adulta, per via delle forme regolari[5], mentre altri dimostrano come dei ragazzi che hanno studiato l'esperanto apprendano più facilmente un'altra lingua straniera. Lo studio di 2 anni di esperanto nelle scuole come propedeutico a una lingua straniera viene detto "metodo Paderborn" appunto perché la sua efficacia è stata dimostrata nell'omonima università tedesca.



La sua espressività, simile a quella delle lingue naturali, è dimostrata dalla traduzione di opere di notevole spessore letterario[8]. La cultura originale esperantista ha prodotto e produce in tutte le arti: dalla poesia e la prosa fino al teatro e alla musica. La logica con cui è stata creata minimizza l'ambiguità, per cui si presta a essere usata in informatica, nel ramo della linguistica computazionale, per il riconoscimento automatico del linguaggio .



Ci sono proposte per usare l'esperanto come lingua franca per i lavori nel Parlamento europeo, principalmente per motivi economici o per evitare che si vada verso una o più lingue nazionali . Tuttavia finora l'Unione europea giustifica l'attuale politica multilinguista che prevede l'uso di 23 lingue ufficiali, per motivi di trasparenza, non senza critiche da parte di chi sospetta che tale politica stia in realtà portando verso il solo inglese o, al più, al trilinguismo